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Stacco e rimontaggio pavimenti veneziani L'Aquila

ASPORTAZIONE, CONSOLIDAMENTO, RIMONTAGGIO E RICOSTRUZIONE PAVIMENTI IN SEMINATO VENEZIANO.

L'intervento descritto è stato realizzato a L'Aquila, Palazzo Cappa – Cappelli, danneggiato dagli eventi sismici del 06/04/2009, in collaborazione con la COO.BE.C., cooperativa beni culturali di Spoleto, responsabile del lavoro di che trattasi.

Per interventi strutturali di consolidamento delle volte danneggiate dagli eventi citati, è stato necessario smontare tutti i pavimenti in seminato veneziano che furono realizzati alla fine dell'800 sopra le volte di che trattasi.

Non c'era altro modo di consolidare le volte soprattutto per gli affreschi che le decoravano, da qui la necessità di trovare una soluzione tecnica che permettesse lo stacco di detti pavimenti, anch'essi lesionati, il loro immagazzinaggio, il consolidamento ed il perfetto riposizionamento finale.

Premesso che ogni stanza (anche delle dimensioni di mq. 45) è un pezzo unico, composto da un unico getto di malta magra, graniglie di marmo colorato, olio di lino crudo e coccio pesto come inerte, dello spessore medio di 3,5 / 4,5 cm., flessibile e facilmente degradabile.

Lo spessore della parte colorata finale, anche per i ripetuti interventi, negli anni, di levigatura, si riduce ad 1 cm.

Il primo intervento ha riguardato la pulizia dai residui di cere, sporcizie varie o oli di lucidatura, per poi bloccare la superficie con una “tela patta” incollata alla superficie stessa per ottenere un nuovo supporto da utilizzare come fondo grezzo sul quale far aderire i materiali necessari allo stacco, evitando di danneggiare la graniglia di superficie.

Una volta eseguita tale fase il pavimento si presenta come una enorme tela sulla quale, in luminescenza, si possono disegnare i profili dei tagli da effettuarsi per sezionare (in funzione dei decori e dei disegni) il pavimento in blocchi per poi procedere allo stacco. Le dimensioni medie dei blocchi descritti sono di circa 3 mq., per un peso corrispondente di 2,5 q.li.

Una volta eseguito il taglio con sega diamantata a secco e suddiviso il pavimento completo in “mattonelloni” si è proceduto al rilievo delle coordinate di ogni incrocio dei tagli al fine di un esatto futuro riposizionamento.

La caldana di appoggio, infatti, è stata completamente demolita per lo svuotamento delle volte ed anche le quote murarie si sono perse causa il consolidamento dei muri portanti con conseguente diverso ingombro dei nuovi intonaci.

Gli unici riferimenti vengono riportati specularmente sui soffitti già sostituiti, in modo da avere un perfetto successivo riposizionamento dei settori del pavimento.

Una volta completato l'aspetto “topografico” si è proceduto ad incollare sul pavimento telato, e per ogni pezzo sezionato, una serie di murali in legno, della sez. 8 x 8, la prima con schiuma poliuretanica sulla tela, la seconda con viti sui legni incollati.

Ora si è proceduto all'ancoraggio dei murali ad argani a catene mediante l'utilizzo di idonea struttura in canne di ferro e si è staccato ogni pezzo di pavimento dalla caldana grezza originale.

Ogni singolo pezzo è stato trasportato mediante appositi carrelli (vedi immagini sotto) in un deposito ove si è proceduto ad assottigliare gli stessi blocchi ad uno spessore medio di cm. 3 per poi procedere al consolidamento strutturale con rete di fibra di carbonio e malta strutturale elastometrica.

Nello stesso deposito i pezzi sono stati posizionati per lo stagionamento dei materiali di consolidamento e permettere il loro censimento.

Una volta che l'impresa appaltante ha ultimato il consolidamento delle volte e dei muri perimetrali con intonaco finito, si procede alla organizzazione della posa dei blocchi mediante individuazione degli spazi che derivano dalla coordinate precedentemente rilevate ed il loro posizionamento sulla nuova caldana grezza.

Le difficoltà da superare è data dalla quotatura degli spessori dei blocchi e dalla caldana grezza (appunto irregolare).

Lo spessore medio della malta di montaggio è di cm. 3 / 4 ed in ogni punto di appoggio del blocco è diversa.

Di sé la posa è semplice, una volta stabilito questo spessore variabile e l'”aria” nella malta consente di poter avere 2 o 3 mm. di margine una volta poggiato il blocco definitivamente a terra.

La fatica maggiore è data dallo spostamento dei blocchi, del peso medio di 2,5 q.li, dal carrello, che riportava uno ad uno i blocchi numerati dal deposito, al piano di posa, sempre a mano con argani, corde e forza di braccia.

Posato ogni singolo blocco a completare l'originario pavimento della stanza e atteso un paio di giorni per la parziale asciugatura della malta, si è proceduto a liberare il pavimento dalla intelaiatura di legno e in conseguenza a liberarlo dalla tela.

L'aspetto del pavimento antico è confortante anche se i tagli della sega, i traumi da sisma e le parti già mancanti ci dicono che c'è ancora molto da lavorare.

Ma di certo essere riusciti in tutto questo ed essere gli unici ad averlo fatto con queste dimensioni dei blocchi di pavimento, ci inorgoglisce!

Ora inizia il bello, se per bello si intende restituire a questi meravigliosi pavimenti l'aspetto che avevano più di un secolo fa.

Per farlo si è proceduto (dopo una laboriosa ricerca di graniglie di marmi colorati più vicine possibili alle originali) alla “frantumazione” dei tagli da sega, prima di “riesaminarli” utilizzando graniglie di pari granulometria e colore, e malta di calce colorata con coccio pesto e olio di lino crudo (vedi immagini sotto).

Stesso procedimento, ma su superfici più ampie, per le parti degradate, danneggiate o mancanti per incurie nel tempo.

La fase successiva è stata la levigatura con metodo antico e cioè con lamine di piombo ad acqua.

Tale lavoro non può non segnarti nell'anima!

Le difficoltà, il freddo, la fatica, la lontananza dalla propria famiglia, sono state superate dal rapporto professionale e di amicizia che si è creato con chi ha reso possibile tutto questo.

Un grazie di cuore a:
- EMANUELE PERUGINI (il Leader)
- FRANCESCO ANGELUCCI (Scialàmo)
- ANDREA SANTONI (Caffettino)
- GIANCARLO EPIFANI (ò Stinco)
- DANIELE FEBBO (Daddo)

Con affetto e assoluta riconoscenza

E R N O

Pubblicato martedì 17 febbraio 2015 alle ore 12:25

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